Sentiero della Pace

La guerra come la scheggia in una mano sta racchiusa nell’immensità della montagna. Non si manifesta negli altari o nei monumenti ad eroi involontari, trasformati in simboli per nuove guerre, dove la patina del tempo viene accuratamente rimossa, ma nelle tracce nascoste ormai parte del mondo silenzioso della Natura. Trincee di pietra, ferrro arrugginito come rami spezzati, grotte che danno riparo agli animali. Le storie di giovani, periti nel sangue, vengono narrate dai torrenti e dal vento nelle notti ad alta quota. I ghiacci scoprono quella scheggia che duole ancora nel cuore dei monti. E così l’ipocrisia dell’uomo viene coperta come da un manto che, per chi vuole ascoltare, tutto lascia trasparire. La guerra, l’orrore così lontano per la nostra società, non potrà essere compresa nel suo profondo. Solo le storie cantate dai boschi e dalle vette, nostri avi e padri, la mantengono viva, trasmutata in leggenda. Il contatto con questo mondo, l’esperienza della montagna, è la nostra possibilità di non dimenticare per vivere la Pace.